06/11/2009, ore 11:22

Passi il tempo arrovelandoti il cervello , pensando a cosa ti farebbe felice, a cosa ti manca, a cosa non va, per poi accorgerti che tutto ciò che inconsciamente volevi, era lì, sotto il tuo naso moccioloso, dov'è sempre stato.

Come quando cerchi il telecomando, non lo trovi da nessuna parte, sposti il giornale, sposti il cuscino, guardi sotto il divano... poi finalmente sposti il culo e t'accorgi che era lì, proprio sotto di te.

Così accade che cerchi spasmodicamente quello che non c'è. Afferri tutto ciò che di esotico o straniero ti passa davanti. Ne prendi il succo, per accorgerti che quel succo non ti disseta... anzi, spesso poi ti rende ancor più assetato.

Poi ti guardi indietro, o forse invece guardi avanti, e decidi di tornare alla base. E magari ti accorgi che quella terra che prima mancava sotto i piedi, ora c'è. Ti accorgi che tutto ciò che prima vedevi mediocre, in realtà vale più di altre realtà luccicanti come oro, ma che analizzandole non si rivelano altro che miseri pezzi di bigiotteria.

Capisci che a volte è più piena la tua casa vuota di tanti altri posti pieni di cose e di persone che non dicono nulla. Ogni pezzetto che metti al tuo puzzle esprime di più di un bel quadro intero già fatto.

O a volte succede che rimani affascinata da tante parole, da idee e sogni, inconsistenti, come la bottiglia di plastica vuota che cade al primo soffio di vento. Poi passano, scivolando sulla tua vita rimanendo nella mente come aloni, come il ricordo di sogno, e ti chiedi  se quei momenti li hai vissuti davvero o te li sei soltanto immaginati.

E dopo tanti giri mentali capisci che a volte è più bella la banale routine, il tornare a casa, tutti i giorni nel tuo nido, e trovarci dentro qualcuno di speciale, con cui parli di cose normali, con cui non hai la costante sensazione che tutto debba finire, qualcuno che non richiede compromessi, ma che mi permette di godere di piccoli stupidi attimi di gioia. Che mi permette di affondare un embrione di radici. A volte si è come una piccola piantina in vaso, si cresce, un po', si fiorisce, un po', ma si rischia anche di seccare. E solo se veniamo piantati nella terra si può finalmente iniziare a crescere davvero rigogliosi, a fare tanti fiori e anche frutti.

Finalmente la sognata normalità.

 

crazypam

13/06/2009, ore 09:19

Ci sono giornate belle e giornate brutte.

Oggi è una bella giornata.... nonostante la sveglia abbia suonato alle 6.

Sono al lavoro, distolgo lo sguardo dal pc e vedo mare, verde e fiori. Sento gli uccellini che cantano e in sottofondo il rumore ovattato dei cucchiaini e dei piatti. Le persone scendono con le facce ancora assonnate ma contenti di iniziare la vacanza con una calda giornata di sole.

La mia, di giornata è iniziata un po' prima della loro, con la solidarietà però di avere il capo che mi aspettava. Ho fatto colazione con lui e scherzato insieme come facciamo sempre. Poi è arrivata sua mamma con il solito "Buongiorno bella mia!"

Qualche minuto fa il buongiorno anche dalla voce ancora roca e assonnata del mio tesoro.

E' un buon periodo... forse è l'estate... forse è il sole... o forse sono io?

crazypam
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13/04/2009, ore 18:06

Scrissi una volta, che la mia vena artistica si esprime al massimo nei momenti meno felici della mia vita, eppure in questo periodo non ho scritto…

Si, eppure…

Non è un periodo felice. Non è un brutto periodo either. E’ periodo in cui fluttuo nell’aria, come uno zombie trasportata da una forza che non riesco a percepire come positiva.

Ho le braccia molli, la testa ciondolante e nessuna forza per reagire, poca energia per prender davvero parte a ciò che attorno a me continua a progredire. Vivo apatia emotiva.

Attendo una scossa. Attendo un fulmine che scuota di nuovo l’anima. Attendo… pur consapevole che la sola attesa non basta mai. Osservo. Come se fossi all’esterno. Guardo il mio cadavere, sapendo che da un momento all’altro ci rientrerò dentro e mi sveglierò da questo torpore.

Mi nutro di briciole di positività. Come Pollicino raccolgo i pezzettini di gioia che le persone mi seminano attorno. Succhio questi piccoli frutti acerbi di amore fino all’osso, tentando di non lasciarne cadere neanche una goccia. Sto attraversando un deserto, e ogni goccia d’acqua è un tesoro da vivere con ogni singola cellula del corpo. E così mi disseto degli abbracci di un bimbo di 3 anni che mi corre incontro quando mi vede. Mi nutro dei sorrisi di una neonata conquistati a fatica. Godo di una mail che comincia con “Pami” e finisce con “un Bacio”, invece che “Pamela” e “buona giornata”. Mi incanto nel vedere il fiore che sboccia nella prima piantina che ho piantato. Risorge una risata con vecchie canzoni ascoltate in macchina seduta accanto a qualcuno sulla cui spalla posso addormentarmi.

Ricerca spasmodica di sguardi sinceri, di abbracci che non chiedono nulla in cambio. Come un drogato con la sua dose. Ripenso a nottate avvolta tra le braccia. Di mia madre prima, di un uomo poi. Ripenso al profumo di ovattato benessere. Al piacevole abbandono dopo l’orgasmo.

 

E nonostante tutto, tengo fede al mio spirito masochista. Mi getto a capofitto su chi so essere del tutto sbagliato, e faccio fatica a staccarmene. Sono una folle. Sono un drogato di attenzioni, che chiede aiuto. Mi disprezzo per non amarmi abbastanza.

 

Serro i pugni all’ennesima umiliazione. I palmi delle mie mani sanguinano per le unghie nella carne, ma rialzo la testa, caccio indietro le lacrime e spalanco il mio miglior sorriso.

Pam come va? Bene bene… tutto bene…

crazypam

05/03/2009, ore 10:31

Di nuovo.

Ancora.

Nonostante la pelle sempre più dura, fa male.

I piccoli tagli, se fatti su vecchie cicatrici, sono come pugnalate. Più il gesto forse, che il taglio in sè.

Buffo che c'è ancora chi dice "io non sono come gli altri"...

crazypam

04/02/2009, ore 23:19

Ecco che arriva... lo sento...
Quella sensazione di... non  so... ricerca di quello che non c'è, forse potrei definirlo così.
Questa sera, vagando senza meta tra i miei pensieri, vorrei essere a casa a Londra, da Claire. Vorrei bere vino e dire stronzate. Stasera ho voglia di sentire quel torpore mentale da vino che ti fa dire qualunque cosa tu abbia in testa. Stasera avrei voglia di ridere per nulla senza riuscire a fermarmi, come solo con Claire riesco a fare.
O vorrei essere ad una delle feste tra i vecchi colleghi. Senza pensieri. Senza filtri. A dire e fare e baciare senza pensieri, senza ragionamenti. Avrei voglia di lasciar correre questo corpo scollegando il cervello almeno per un po'.
E allora guardo e riguardo le foto e leggo le differenze. E amo quella Pam foto dopo foto, sapendo che qua forse non la troverò.
Ne vedo una diversa. Sempre Pam, ma da un'altra angolazione. Non mi rassegno. Continuo a cercare, con la speranza che in un modo o nell'altro, quella Pam senza filtri appaia di nuovo. Qualche volta l'ha fatto...
crazypam

23/01/2009, ore 17:08

Sto ascoltanto l'album dei Dire Straits, Sultans of swing. E il primo pensiero che mi è balenato in mente è stata un'idea di libertà, due ali sul cuore. E subito dopo ho pensato "Beh, qualcosa di buono almeno me l'ha lasciato Filippo...la copia di questo cd..."
E' bello sentirsi ciniche ogni tanto... Pam is back....arg arg arg...(per chi non avesse colto, quella era una risata semi diabolica).
crazypam
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07/01/2009, ore 17:48

Qual'è la reazione corretta al tuo ex che ti annuncia che l'anno prossimo si sposa?
Che dite, 2 minuti a bocca spalancata possono considerarsi accettabili? Altri 10 minuti di "oh santa maria!! Oh porca eva!!" ad intervalli regolari nel mezzo del discorso? Siamo ancora sul normale?
Come la metti la metti, è stato comunque uno shock!!
Porca miseria, si sposa!!
E' davvero difficile spiegare l'ondata di emozioni che ti coglie quando un tuo ex ti dice "...beh si, anch'io tutto bene. Il lavoro sempre lo stesso, a casa tutto ok, e a giugno mi sposo...".   E' davvero difficile da spiegare.
Ovviamente sono contenta per lui. Come non esserlo? E' una persona eccezionale a cui non posso che augurare il meglio. Ma la realtà è che il groppo che ti si forma sulla stomaco non lo puoi nè definire nè classificare. E' un groppo e basta.
Porca vacca, si sposa!!!!

crazypam
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18/12/2008, ore 00:29

Una volta un mio amico disse che si riesce ad amare davvero solo una volta: la prima volta. Quando non si ha paura di soffrire e si riesce a dare se stesso completamente e incondizionatamente.

In quel momento ho pensato avesse ragione, perchè io avevo amato, avevo dato tutto, ma sfortunatamente avevo deciso di darlo ad una persona per cui il mio tutto aveva davvero poco valore. E così mi sono detta che da quel momento non avrei più dato tutto, o almeno, non prima di aver trovato qualcuno che lo avrebbe apprezzato per quel che vale veramente.    Aveva dunque ragione il mio amico?

Ora mi rendo conto che no, non aveva ragione.

E' facile amare quando ancora non sai cos'è l'amore, quando non sai come si sta quando questo finisce. E' facile dare tutto quando non si ha ancora la minima consapevolezza del rischio di soffrire.

L'amore vero è quando lasci che la persona che hai accanto ti entri dentro,anche se qualcun altro prima ti ha fatto star male, anche se all'inizio può far paura. E' quando la lasci oltrepassare le barricate del tuo cuore. L'amore è quando lasci che l'altro accarezzi le tue ferite e le tue cicatrici perchè sai che lui non ti farebbe male. E' quando chiudi gli occhi e riesci a rilassarti totalmente fra le sue braccia e ti addormenti sereno, perchè sai che finchè sarai lì, tra quelle braccia, niente di brutto ti può accadere.

L'amore vero ti fa dimenticare le botte che hai preso. Cresce piano piano, giorno dopo giorno, sguardo dopo sguardo.

L'amore è quando dai tutto...nonostante tutto.

A questo punto non posso fare a meno di chiedermi: io, ho amato?

Tempo fa avrei risposto che ho amato davvero il mio primo ragazzo.   Ora invece, rispondo che in tutta la mia vita, soltanto alla fine avevo iniziato a farlo. E finalmente ho iniziato perchè ho avuto la fortuna di incontrare una persona che mi ha fatto capire tutto questo. Una persona che non mi avrebbe mai fatto male. Un uomo a cui ho lasciato toccare alcune ferite e a cui avrei fatto accarezzare vecchie cicatrici. Un uomo accanto a cui mi sarei sempre sentita protetta.

A questo punto una sola cosa rimane da dire a me stessa:    sii felice Pam, perchè se una persona è riuscita a farti capire tutto questo, allora ne esisterà un'altra che riuscirà a fartelo vivere.  E smettila di pensare che perso quell'uomo, hai perso anche tutto il resto.

crazypam

20/11/2008, ore 22:52

Amo l'inchiostro, amo i libri, amo l'odore delle pagine, amo le lingue, come si influenzano e come si intrecciano.
Eppure odio le mie parole. Quelle che muoiono nel fondo della mia gola. Quelle che si fermano così profondamente che neppure io riesco a sentire che parole sono.
Sono muta. Non emetto suono. Sono cieca. Non vedo oltre la nebbia.
E sembra impossibile che sia muta io, che parlo così tanto.
Eppure è vuota. E' vuota, la mia testa, nel preciso istante in cui mi chiedi "che c'è?".
E so che lo odi quel "niente", tu che una risposta ce l'hai sempre. Almeno quanto lo odio io.
Almeno quanto odio quella nebbia.
Odio quel sogno di merda in cui tento di correre e sono sempre lì. Odio non riuscire ad emettere un suono.
Odio combattere con me. Odio non riuscire ad esprimere quello che ho dentro, so non attraverso le lacrime.
E le lacrime, non è sempre facile tradurle in parole.
Il silenzio e le lacrime fanno arrabbiare, spaventano, allontanano. E io non so come fermarti. Non riesco a gridare.
crazypam

10/11/2008, ore 09:20

Ieri: pulizia polvere e calcinacci.
Oggi: giro negozi bagni e sanitari.
Sta prendendo forma la mia casa di Gaudì.
Bello respirare il profumo di cemento e parquet nuovo.
E' immensamente vuota pensarla da sola.
crazypam
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