...INCOMPLETO...
incomplete sono le cose belle
incomplete sono le cose appena iniziate
incomplete sono le opere d'arte in via di sviluppo
i fiori sono frutti incompleti
i cuccioli sono animali incompleti
la luna è un cerchio incompleto
io sono incompleta
incompleta è la corsa per la felicità
incompleta è l'alba,
quando non sai cosa ti riserverà il giorno
incompleta è la bimba che gioca nuda sulla spiaggia
mentre ti chiedi che persona diventerà da grande
incompleta ero io che giocavo nuda sulla spiaggia
incompleta ero io che mi chiedevo cosa farò da grande
incompleta sono io che mi alzo ogni giorno e fisso quest'alba che diventa grande
Incompleto. Questa parola mi è balzata oggi in testa, come l'aggettivo che in quel momento meglio mi rappresentava. Così, nudo.
Mi è sempre stato spiegato che in-- è un suffisso che indica negatività: in-sufficiente, in-stabile, in-definito, in-felice. Eppure, più ci pensavo e più non riuscivo ad averne un'idea negativa.
Se qualcosa è completo, è pieno, è anche immobile, è finito. Lo metti là, nell'angolo e non puoi più farne niente.
Mentre se hai tra le mani qualcosa di incompleto, hai la speranza, l'aspettativa di vedere che cosa ne verrà fuori, puoi anche modificarlo, metterci del tuo, migliorarlo.
Come quando si parte per un viaggio. E' all'andata che si è eccitati perché non si sa cosa ci sarà ad aspettarci. Al ritorno c'è malinconia.
Come quando si fa l'amore. Il bello non è la fine, ma tutto quello che ti ci porta.
La soddisfazione, molto spesso, non è avere ciò che si vuole, ma i piccoli passi che si fanno per raggiungerlo.
Più ci penso e più ne sono convinta. Io sono incompleta. Sulla strada per crescere, sulla strada per conoscere, sulla strada per avere, sulla strada per amare, sulla strada per essere felice, in cammino...
Uomini e condizionatori
E' ormai una certezza. All'attuale stadio del lungo processo evolutivo che ha portato alla formazione del genere umano, deve senz'altro esserci uno strano e misterioso legame che regola il rapporto tra gli uomini e l'aria condizionata.
Gli esemplari femmina del genere umano sembrano immuni alla selvaggia ed irrefrenabile passione che lega invece gli esemplari maschi a quella micidiale macchina da torcicollo che è il condizionatore.
Veniamo subito a degli esempi pratici. Scorriamo indietro nel tempo, ad una Pam ancora bambina e spensierata. Abbiamo l'immagine di un'allegra famigliola che va in gita giornaliera a Mirabilandia. E' estate, fuori ci sono circa 27°..... e all'interno dell'abitacolo... 15°....
E per avvalorare il vecchio detto il lupo perde il pelo ma non il vizio, facciamo un balzo temporale di 18 anni e atterriamo dritti dritti a quest'estate. Dopo 2 settimane di caldo afoso, in cui il papà della Pam ha potuto godere di aria condizionata e ventilatore senza troppe proteste, ecco il tempo cambiare... una lieve pioggerella, e un vento degno di un tornado, che in due notti ha sradicato metà della serra della mamma. Ma fedele al culto dell'AC, Mario non ha ceduto! Non ha voluto aprire le finestre, nonostante fuori ci fossero dei piacevolissimi 23° e una bellissima brezza marina. Giammmmaaaaiii!!!! L'aria condizionata non si spegne!!! Piuttosto ci barrichiamo in casa!!!! Anna e se a te non sta bene, dormi in camera di tua figlia! E' stata la dichiarazione di un turbatissimo Mario, alla richiesta della sua amata di poter aprire la finestra.
Per il secondo esempio cambiamo ambientazione e ci spostiamo al posto di lavoro della Pam. Il front office è un stanza con pareti rivestite di legno di acero canadese del 1700 spesso
Descrizione di una situazione tipo. Sono le 8 del mattino, fuori ci sono ancora dei piacevolissimi 24°,
Prosegue la mattinata. Il direttore si è assentato e
Studiosi dalle maggiori università e facoltà di antropologia degli Stati Uniti si sono già messi in contatto con