Dunque...
laPam is changing her mind. She's still full of doubts but seriously thinking about staying 2 or 3 months longer...
My mind is shifting everyday, constatly from an idea to another, but I believe the stronger one is remaining here.
I'll go back to Italy on the 19th of Deceber and I'll spend Christmas with my family, helping my father in his shop. Then I'll come back here on the 27th of Dec and I'll go on working in the hotel.
PER QUESTO, RINNOVO IL MIO INVITO A VENIRE A TROVARMI... ANCHE PER CAPODANNO SE VOLETE... ANCHE SE MOLTO PROBABILMENTE LAVORERO'... MA E' SEMPRE BELLO!!!
Sono a Londra da quasi 2 mesi.
Sono piu' o meno entrata nel meccanismo della vita qua...o forse no...
Tra meno di un mese torno a casa, torno alla vita di paese dopo aver vissuto per un po' in una delle piu grandi citta' del mondo.
Tornero' al mio paesino, dove gli unici extracomunitari sono i cinesi del ristorante cinese e i neri si vedono quasi esclusivamente sulle spiagge o a vendere cd per i marciapiedi o fuori dai supermercati.
Tornero' a sentir parlare nient'altro che italiano...o meglio dialetto...
Che strano. Mentre scrivo queste cose penso "ma chi me lo fa fare di tornare a casa?" Qua vivo nel mondo. Mi basta parlare mezz'ora con un collega di lavoro e chiudere gli occhi, per immaginare le magie di un angolo di mondo a me sconosciuto. Nella cucina di casa mia vedo preparare ogni giorno piatti orientali... anche se la puzza di fritto poi invade tutta la casa...
Ho conosciuto in soli 2 mesi qualcosa come 200 nuove persone. Cosi' tante da arrivare al punto che non ho neanche voglia di uscire. Perche' in fondo si sa... quando si esce e si va in un pub o in un club, fondamentalmente si va per conoscere gente nuova. Ecco io ne conosco fin troppa al lavoro.
I componenti del Front office staff sono: spagnoli, tedeschi, indiani, americani, portoghesi, irlandesi, israeliani e inglesi. Per il resto, nell'hotel lavorano: filippini, brasiliani, polacchi, rumeni, olandesi,...
Adoro le persone con cui lavoro. E le persone con cui lavoro mi adorano. Gioco, scherzo e passo del tempo con loro durante le pause... credo che loro saranno la cosa piu' dura da lasciare. Non sanno ancora che me ne andro' tra poco e in tutta onesta' non so ancora come dirglielo... specialmente ad alcuni di loro con cui ho un raporto di amicizia e complicita' fantastico. Soprattutto perche' a volte non vedo l'ora di andare al lavoro per stare con loro.
Ma poi penso a tutta la mia vita qua. Penso alla vita frenetica e penso al mare d'inverno che vado a fissare quando sono triste a casa mia. Penso alle mie amiche che mi mancano da morire. Penso alla mia cagnolina che ogni volta che torno a casa dal lavoro mi tortura finche' non l'ho salutata e presa in braccio.
A volte cammino per la strada, andando al lavoro qua, e svuoto la mente, quasi paralizzata dal vento freddo che mi sfiora la faccia, concentrata solo sulla musica del mio i-pod. Penso alla bellezza di essere in una citta' cosi' amazing, dove ognuno e' libero di essere quel che vuole, senza bisogno di mettere su maschere. Ognuno qua e' libero di essere strano, folle, ordinato o disordinato. Nessuno ti giudica, nessuno si preoccupa di guardare cosa fa l'altro accanto a se.... ognuno guarda a terra mentre cammina...
Qui ognuno e' solo una persona fra tante ... qui ognuno e' solo...ognuno deve pensare a se stesso.
Mi sono fermata un sacco di volte a riflettere su questo. Nel mio piccolo paesino, tutti sanno tutto di tutti, anche chi non conosci ti conosce. Quasi soffocante.. non c'e' via di uscita. E' come cercare di scappare ma ogni vicolo che imbocchi e' pieno di persone che ti vengono incontro urlando il tuo nome.
Qua e' l'opposto. Credo che a nessuno importi veramente e profondamente della persona che ha accanto. Ogni giorni ti passano accanto centinaia di persone nuove, in tube, in bus, per la strada, nei negozi, al lavoro... impossibile contarle...e sai gia' che quello sara' il primo e ultimo incontro delle vostre vite. Vedi un ragazzo in tube, gli sguardi si incrociano, vi sorridete e continuate a guardarvi... finche' arriva la tua fermata e scendi, senza neanche un cenno. Quella persona e' gia' sparita dalla tua vita, con la stessa freddezza e velocita' con cui c'e' entrata.
Anche le persone con cui vivo. Condividiamo lo stesso tetto, a volte la stessa stanza, lo stesso cibo, le stesse esperienze, lo stesso bagno. Quando sei triste, quando ti senti sola, quando ti manca la tua famiglia...sono loro la tua famiglia. Sono le persone piu' fantastiche del mondo. Sempre insieme per non so quante ore al giorno. La sera si guardano film tutti insieme sul divano, magari sotto la stessa copertina di pile, abbracciati e a farsi le coccole...perche' se hai bisogno di affetto, sono le uniche persone a cui puoi chiederlo...come fratelli. Poi qualcuno cambia casa, qualcuno finisce il corso e torna al proprio paese. Ti abbracci, ti saluti e soffri perche' sai che probabilmente non vi vedrete mai piu'. Vi promettete di scrivervi e di andarvi a trovare a vicenda. Ma quanto volte questo accade davvero? Magari qualcuno se ne va senza neanche salutare...e sai...in fondo non te ne frega niente... arriva un'altra persona ad occupare il suo letto e la nuova persona diventa il tuo nuovo migliore amico...qua.
Che strano... Quante volte ho tentato di pensare a questi strani sentimenti. A questi strani rapporti umani.
Molte volte ho pensate di rimanere quassu' per 2 o 3 mesi in piu', perche' sto vivendo un'esperienza incredibile. Un corso di vita. Quando vivi a Londra, o in un altra grande citta' per un po', da solo, sai che puoi farcela in qualsiasi altra situazione. Capisci che niente nella vita e' troppo difficile...basta volerlo, basta non farsi spaventare, basta provarci.
Ma non credo di voler passare la mia vita qua. Perche' in fondo mi sono resa conto che le piccole cose del mio piccolo paesino mi mancano. Mi mancano un po' le facce familiari. Mi mancano le mie piccole cose, quelle che mi ricordano che ho delle radici, delle basi, mi mancano le persone che mi conoscono da una vita. Perche' almeno per me e' difficile lasciarmi andare completamente quando so che prima o poi la persona che ho di fronte uscira' dalla mia vita. O meglio... e' molto facile lasciarsi andare, con persone che sai non ti giudicano, o anche se lo fanno, poi non le vedrai piu'. A volte e' catartico raccontare i tuoi segreti, raccontare la parte piu' profonda di te ad un semi sconosciuto.
Ma se tutte le persone che ti circondano sono semi-sconosciuti? Quando su ognuno di essi hai il dubbio sei sia veramente e sinceramente preoccupato per i tuoi problemi? A me questo comincia un po' a pesare. Se nel paesino tutti i vicoli in cui scappi sono pieni, qua e' come un labirinto vuoto. Troppe strade tra cui scegliere, troppe luci che ti abbagliano, ma nessuno che ti indichi la strada migliore, o nessuno che venga con te per guidarti o anche solo farti compagnia.
Che strano. Mi sono resa conto che proprio le cose che prima non sopportavo nella mia piccola realta' ora mi mancano.... C'e' chi dice che e' solo una situazione momentanea, che poi ritornero' a non sopportarle, ma chi lo sa...
Che strano...
Piccolo aneddoto.
Due giorni fa arrivo in hotel e mentre sono ancora nel back a cambiarmi, mi chiama il mio collega per aiutarlo con degli ospiti: 6 ragazzi napoletani.
Premessa. L'hotel si trova a Mayfair, credo la zona piu cara di tutta Londra ed e' un 4 stelle deluxe.
I ragazzi iniziano a tirare sul prezzo. Gli spiego che assolutamente non sono concessi sconti anche perche' siamo fully booked. Accettano. Faccio il check in e vogliono lasciarmi solo un anticipo invece che tutta la somma. Gli spiego paziente che se non pagano tutto non posso fare il check in. Mi chiedono se gli offro un panino per pranzo. C'ho scritto McDonald in fronte????? Gli dico che se vogliono c'e' il bar, senno' c'e' il supermercato di fronte oppure il Pret a Manger qua vicino.... pezzenti, volete l'hotel a 4 stelle in centro e non c'avete i soldi per un panino???!!!!!
Rompono le palle mezz'ora perche' vogliono subito la camera. Comincio un po' a rompermi le palle e gli dico che devono aspettare almeno le 14. Si siedono nel lounge e fanno un casino della miseria.
Descrizione: tutti e 6 con cuffia, sciarpona di lana, piumino, tuta da sci e moonboot...ovviamente tutti con occhiale a mascherina griffato...ovviamente tutti con gli stessi occhiali.
Tutto l'hotel li prende per il culo. Un porter mi chiede se in Italia portiamo di solito tutti gli stessi occhiali... rispondo "no, solo gli sfigati lo fanno"... e lui mi capisce anche se non parla italiano.
Ieri sera, chiamano in reception. Risponde il mio collega. L'unica cosa che hanno saputo dirgli e' stato "Pamela". Al che il mio collega li ha identificati e me li ha passati. La domanda e' stata: "quello che c'e' nel minibar si paga?" "si certo, avete soltanto il te' compreso nel prezzo, il resto viene messo in conto"
Risposta loro: "Ma che succede se prendiamo qualcosa dal frigo? C'e' il sensore e automaticamente lo vedi giu in reception quello che abbiamo preso?"
Disarmata rispondo "No, c'e' un omino che esce dal frigo appena lo apri e corre giu a dirmelo".
Passa mezz'ora e me li ritrovo di nuovo giu in reception vestiti come se fuori ci fosse una bufera di neve: ci sono 13 gradi. Escono e il night manager, una delle persone che parlano piu chiaramente in tutto l'albergo, li saluta dicendo: "hello! How are you!" Lesson number 1 nel mio libro di inglese della scuola media HI - HELLO HOW ARE YOU? FINE, THANKS.
Il tipo, tutto fighetto risponde nel suo piu bell'accento napoletano "PICCADILLY CIRCUS!!!!" IO senza pudore, a quel punto sono scoppiata a ridere in faccia a tutti i suoi amici.... beata ignoranza!!!!
Tanto per concludere, hanno voluto sapere a che ora inizio a lavorare oggi io, perche' sono terrorizzati all'idea che gli faccia il check out qualcuno che parli inglese.
Vi onorero' con qualche foto...
La mia room mate brasiliana Nathalia e un'altra brasiliana della casa, marianna, dopo che siamo andate in un pub a vedere la partita San Paulo v/s Gremio.
Questa e' la living room di casa, e questi sono solo alcuni dei miei housemates.
